Iniziative pro Malawi

I primi sostegni materiali e morali a suor Giovanna sono dei genitori e dei parenti che vanno a trovarla in missione, nel 1984 dove lei è già dall’anno prima. Ma i primi aiuti più sostanziosi iniziano nel 1986 con la spedizione del primo container con materiali che suor Giovanna richiede per la sua missione: macchine da cucire, macchine da scrivere e altre cose utili.

Negli anni successivi dal 1987 al 2017 sono stati spediti ben 17 container per le varie missioni di Balaka, Mangochi, Kanengo e altre, con materiali occorrenti per ospedali, sala operatoria per la maternità, asili, scuole, ostelli per le ragazze ospitate nelle missioni, abitazioni per gli insegnanti, pompe sommerse per l’approvvigionamento dell’acqua, generatori di corrente per sopperire alla carenza di elettricità che da lo stato, sono aiuti per tutta la popolazione ma in particolar modo per promuovere e valorizzare la condizione della donna, farla rendere cosciente della sua personalità, seguendo così da parte delle suore canossiane il carisma di Santa Maddalena di Canossa fondatrice dell’ordine.

Inoltre quando suor Giovanna chiede aiuto per qualche necessità e a volte urgente, l’Associazione si mette subito in moto coinvolgendo oltre ai propri soci, ai  simpatizzanti  ma principalmente coinvolgendo i nostri parrocchiani che sempre hanno corrisposto con la loro proverbiale generosità.

In questo contesto non possiamo non ricordare quanto in questi anni hanno fatto nelle missioni africane i nostri volontari che annualmente si sono prestati.

Hanno contribuito con il loro apporto e aiutati da lavoratori indigeni a costruzioni e manutenzioni di case, chiese, asili, scuole e altro; ha realizzare un laboratorio di ottica a  realizzare  un laboratorio per la fabbricazione del sapone a Lilongwe; alla costruzione di un mulino per la lavorazione dei cereali a Balaka.

Ecco qui di seguito l’elenco delle principali iniziative realizzate:

  • 2017 Progetto: “Un libro per la Bakhita School di Balaka”
  • 2016 Progetto “Un secchio di Granoturco” per le missione del Malawi
  • 2016 Due container con materiale e attrezzature per la costruzione di una tettoia nella missione di Balaka
  • 2015 Due container con materiali per l’hostello della Bakhita School di Balaka
  • 2014 Progetto “Un banco per suor Giovanna” Bakhita School di Balaka
  • 2014 Container per Sala Operatoria di Maternità della missione di Magochi
  • 2012 Container con materiale per Ospedale della missione di Mangochi
  • 2010 Progetto “Una Goccia d’Acqua” per Bakhita School di Balaka
  • 2010 Container con materiale per Bakhita School di Balaka
  • 2003 Container con materiale per Bakhita School di Balaka
  • 2002 Tre container con materiale didattico per Bakhita School di Balaka
  • 2001 Container con materiale per dispensario missione di Mangochi
  • 2000 Container con materiali per ospedale della missione di Kanengo
  • 2000 Ambulanza per la maternità dell’ospedale di Maldeco
  • 1995 Progetto “Chifundo” laboratorio per la fabbricazione del sapone a Lilongwe
  • 1994 Costruzione della chiesa San Francis a Kanengo – Lilongwe
  • 1991 Progetto “Case per insegnanti” per la scuola di Balaka
  • 1990 Progetto “Un Mulino per cereali” missione di Balaka
  • 1988 Container per la missione di Balaka
  • 1987 Due container per la missione di Balaka
  • 1986 Primo container per la missione di Balaka
  • 1985 Nasce il primo progetto africano “Scuola superiore per ragazze a Balaka
  • 1984 Progetto “Scuola di ottica” a Balaka
  • 1984 Iniziano i primi viaggi in Missione dei Nostri Volontari.

 Seguono testimonianze e note relative ad alcuni momenti particolari della nostra storia

1984 – Una scuola di ottica in Malawi

Il progetto  ha tempi lunghi e intanto Giuseppe “forma” Suor Giovanna che, dopo aver appreso alcuni “rudimenti” della professione, scrive come può la prescrizione per gli occhiali:

“…Scusate se scrivo solo quando ho bisogno, ma per impratichirmi nella materia non basta la “cassetta di ottica” che mi avete lasciato in eredità e che io cerco di usare, purtroppo senza la maestria di Giuseppe.

E passo subito al sodo.

Primo caso: è un capo della Chiesa e gli si è rotta la lente destra. Gli occhiali sono conciati così male che ho pensato di richiederne di nuovi: Primo Botama, anni 54, ha bisogno per vicino +4 (ha gli occhiali a goccia. È abbastanza grosso in faccia).

Secondo caso: un vecchio che ha iniziato ad andare a scuola nel 1914 (non conosce la sua precisa età): Paolo Ching’oma, per vicino +2 (legge bene), per lontano -1.50 (ha le orecchie lontane, ci vuole quasi tutta la stanghetta dell’occhiale di prova. La faccia è africana, voglio dire un pò grossa, col naso basso).

Terzo caso: una ragazza dell’hostel: Rose Thawani, anni 19, per vicino +1 (ha la curva del naso molto basso, la faccia abbastanza rotonda).

C’è ancora una ragazza dell’hostel che devo vedere; scriverò i suoi problemi ottici dopo la “visita”…”.

 

 

1986 – Spedizione del primo container per Balaka

Finalmente parte il primo container il cui allestimento diventa una festa e un momento di aggregazione.

È mattina presto e soprattutto gli uomini del gruppo e alcuni amici si sono dati appuntamento per caricare i vari pezzi con ordine, stipando gli articoli in ogni minimo spazio perché la merce è tanta e grazie all’assemblaggio attento dei vari colli si riesce a spedire molto.

Il contenuto del container riguarda principalmente materiale e macchine per la scuola;  carta, quaderni penne, ma più importante sono le macchine da  scrivere e macchine da cucire che saranno preziose per le ragazze della scuola.

Tutto l’impegno profuso per la realizzazione della scuola, finalmente si concretizza con l’avvio del primo corso scolastico, nel settembre del 1986.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1995 – Progetto “Chifundo” (Solidarietà)

L’impegno dei volontari prosegue.

“Quest’anno per i volontari c’è una nuova iniziativa: si tratta di costruire, alla periferia della capitale del Malawi, Lilongwe, una rudimentale cucina per fornire refezione ai cristiani che, in occasione delle grandi feste religiose, vengono da lontano.

Il gruppo di alcuni volontari (Vittorio, Renato, Renzo, Gianni) lavorerà al progetto; mentre Giuseppe e Arnaldo scenderanno 200 km più a sud, dove è forte la presenza dei padri Monfortani e delle suore Canossiane. Qui cercheranno di fornire idee e supporti per avviare un laboratorio artigianale per la fabbricazione del sapone. C’è in quelle zone infatti grande carenza anche di questo prodotto necessario per un minimo di igiene”.

 2000/2003 Costruzione della scuola superiore “Bakhita School” di Balaka        

Un grandissimo progetto è entrato nel cuore di Suor Giovanna e delle Canossiane in Malawi: consiste nella costruzione di una grande scuola superiore. Idea nata molti anni prima.

Immaginiamo quanto impegno e quante preoccupazioni possano averla accompagnata nella progettazione e nella supervisione dei lavori, lei, donna in un mondo di uomini, dove le donne hanno un ruolo sociale ben definito e sicuramente diverso da quello che suor Giovanna aveva assunto.

Lei, donna semplice, che viene così descritta da un giornalista che la incontra ”… durante l’intervista ha le maniche della tunica rimboccate, è una donna energica e gentile, dalle mani forti, abituate a lavorare, che sfoggia un meraviglioso sorriso, e occhi sereni, più azzurri del cielo, e ti spiazza…”

Con tanto coraggio Suor Giovanna scrive:

”Le Canossiane hanno sempre avuto la passione per l’educazione, per la promozione integrale della persona. Così se in Europa per vari motivi le scuole cattoliche, e pure quelle canossiane, chiudono i battenti e ricercano altre vie per la promozione della persona, in Africa, in questo momento storico, è di vitale importanza promuoverel’educazione tra i giovani.

 Ed è per questo che noi Canossiane, in Africa da quasi 30 anni, a servizio della promozione dell’educazione delle ragazze e dei giovani, ci siamo ripromesse, all’inizio del nuovo millennio, di creare una nuova scuola che possa formare e cambiare la società attraverso la crescita delle ragazze.

Proprio perché il paese è nel bisogno urgentissimo di scuole, noi che crediamo nei miracoli, abbiamo voluto raccogliere l’appello del governo, della società, della Chiesa, del mondo femminile e sognare una scuola superiore a carattere tecnico per l’educazione basilare e professionale delle ragazze.

Ma non ci fermiamo al sogno, vogliamo che questo diventi realtà. Abbiamo promesso alle ragazze del Malawi che apriremo, a Balaka, una scuola per loro nel gennaio del 2001. Non siamo molto lontani da quella data; il tempo stringe e le ragazze cominciano a chiedersi se davvero manterremo la promessa.

Il sogno ha cominciato a concretizzarsi in febbraio, dopo la stagione delle piogge, con la posa delle fondamenta del complesso, ma ora deve avvenire il miracolo.

Come Gesù ha trasformato l’acqua in vino alla festa di Cana, così noi dobbiamo trasformare la sabbia in cemento. Tutto il complesso, abbiamo calcolato necessita di 35.000 sacchi di cemento. Cerchiamo 35.000 cuori che ci regalino un sacco ciascuno.

Quanto costa un sacco? Compreso il trasporto dalla fabbrica alla scuola viene lire 15.000. Troveremo tanti amici? Io credo proprio di sì, anzi saranno molti di più e allora potremo pensare a finestre, porte, banchi di scuola, libri…. Una scuola fatta da amici, per amici, per un futuro migliore.

La gente come noi crede nei miracoli, perché avvengono davvero e noi li vediamo.

Vi ricordate del mulino, del sacco di granturco, delle coperte, dell’ambulanza? Più miracoli di amore di questi!”